Mer. Apr 22nd, 2026

Tutelarsi dalle truffe online

Un’analisi delle principali truffe digitali in crescita e degli strumenti pratici per riconoscerle e difendersi.

di Massimo Bramante

Le truffe on line nel nostro Paese non accennano a scemare.  Anzi, si fanno sempre più insidiose ed aggressive e, purtroppo – come ben noto – colpiscono soprattutto gli anziani, anche se non solo.  Le statistiche segnalano per il 2025 una crescita del 15% con riguardo alla sottrazione di dati sensibili agli utenti di internet, whats-app, sms, e-mail.

       Si  va dal phishing, che colpisce dati personali, finanziari, codici di accesso, informazioni varie; dove il truffatore si spaccia per una banca, le poste, un comune, l’agenzia delle entrate etc.; al tabnabbing, attraverso cui, aprendo un link sul browser si viene indirizzati dagli hacker di turno verso un sito truffaldino che cattura le credenziali di accesso e quindi reindirizza verso un sito “reale” di banca e poste e voilà la truffa è compiuta; allo spoofing, arriva un sms sul nostro cellulare, riproduce una comunicazione urgente della nostra banca che ci informa che “è in corso un’operazione sospetta sul nostro c/c”; poco dopo ecco una telefonata che presenta come mittente ad esempio il Comando Provinciale dei Carabinieri e che ci invita a trasferire il nostro denaro su altro c/c.  Non  è la benemerita arma dei carabinieri a rivolgerci l’invito ma un finto operatore : il truffatore informatico di turno.

       Purtroppo, inoltre, in virtù dell’uso oggi assai diffuso dei c.d. “bonifici istantanei”, una volta caduti nella rete truffaldina ed effettuato il “bonifico istantaneo”, a differenza di quello “ordinario”, lo stesso non può praticamente più essere bloccato. Voilà la truffa è compiuta !

       Dilagano inoltre i raggiri attraverso i social network, sempre più utilizzati da giovani e meno giovani e sempre più odiosi: quando ad esempio si tratta di “richieste di amicizia” o di invito a “relazioni virtuali” con annesse richieste di foto e/o video.  Odiosi, sia perché colpiscono – come accennato – persone ingenue o informaticamente poco esperte (anziani e ragazzi), sia perché producono non solo un ovvio danno patrimoniale ma incidono anche fortemente sulla sfera psicologica della vittima, talvolta per sempre, creando – come giustamente sottolineano gli esperti – “reazioni emotive spesso di difficile gestione e traumi non facilmente superabili…”.  Sono importanti aspetti psico-criminologici spesso sottovalutati e che – come le cronache giornalistiche di questi giorni segnalano – non colpiscono soltanto utenti “fragili” ma anche imprenditori, commercialisti, avvocati, docenti, noti personaggi della politica e dello spettacolo.

       Recentissima la c.d. “truffa della multa stradale”, in cui e-mail o sms apparentemente “istituzionali” segnalano all’ignaro utente di dovere pagare in termini rapidi una contravvenzione pregressa, a suo tempo non pagata, ed invitano a saldare tramite ad esempio PagoPa.  La truffa è compiuta !  E’ possibile -chiediamoci ora – difendersi ? Come, giuridicamente, tutelarsi o tutelare i nostri cari caduti nell’odioso tranello ?

       Un utilissimo supporto – a nostro avviso – è rappresentato dal recentissimo testo di AA.VV dal titolo “La rete che inganna: Truffe on line e come difendersi” (Arancia publishing-Adusbef ed.,Torino, 2026), dove avvocati cassazionisti, analisti finanziari, esperti in IT security e ciber-intelligence  illustrano assai chiaramente non solo gli aspetti giuridici del preoccupante fenomeno ma come, concretamente, comportarsi in caso di frodi: frodi via sms, via pec, via e-mail, via QR-Code, via whats-app,  via social, etc. etc.

       Altrettanto utile supporto il progetto della Polizia Postale “InsospettABILI – sviluppiamo abilità contro le frodi on line” diretto , attraverso un QR-Code dinamico, una web-app, nonché una serie di quiz e mini-giochi accattivanti, ad accrescere la consapevolezza di anziani, giovani e giovanissimi, su come prevenire le sempre più “raffinate” tecnologicamente truffe informatiche.  Perché – come di dominio comune ed acclarato – anche in questo settore della cosiddetta economia criminale – prevenire è sempre meglio  che curare… Ma se proprio si deve poi curare, è utile sapere come farlo in modo efficace.

[Immagine di copertina elaborata da AntoRiva con il supporto dell’intelligenza artificiale per © Polis SA Magazine]

Massimo  Bramante

Massimo Bramante. Laureato con pieni voti et laude in Economia e Commercio (indirizzo economico-sociale) presso Università Studi di Genova. Ha lavorato presso Istituto di credito e svolto Corsi di formazione nazionali su Economia e Sociologia del lavoro. E’ stato giornalista pubblicista nel settore economico-finanziario. Ha collaborato in qualità di “cultore della materia” e membro di commissione d’esame presso le cattedre di Economia Internazionale ed Economia dell’integrazione europea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Studi di Genova. E’ stato relatore ed ha coordinato seminari ed incontri di studio su temi di “Etica finanziaria” e “Nuove economie”.

 

 

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