Il progettista del restauro. Un po’ medico, un po’ Indiana Jones (seconda parte)
Quando un intervento di restauro si trasforma in un’indagine tra archivi, indizi e incongruenze.
-A cura di Giorgio Saba-
Seconda Parte
Pubbliciamo in due parti il contributo di Giorgio Saba dedicato a un intervento di restauro da lui realmente eseguito sul retablo ligneo policromo della parrocchiale di San Nicola a Guspini (CA). Un lavoro nato come incarico tecnico ordinario, che col passare delle verifiche si è trasformato in qualcosa di inatteso: una storia fatta di tracce che non coincidono, passaggi documentari ambigui e dettagli che sembrano resistere a ogni spiegazione lineare.
Tra archivi, rilievi e confronti sul manufatto, il retablo finisce per comportarsi come un enigma stratificato nel tempo, dove ogni elemento osservato aggiunge un tassello ma apre anche una nuova domanda. Il racconto segue proprio questa deriva investigativa, in cui il restauro diventa scoperta e la ricerca assume i contorni di un’indagine.
https://www.istitutogalanteoliva.it/magazine/category/il-progettista-del-restauro
Il progettista del restauro.
Un po’ medico, un po’ Indiana Jones
Seconda Parte
Ci siamo lasciati una settimana fa con la prima parte di questo avventuroso resoconto di un lavoro di restauro di un retablo ligneo policroma.
Eccoci alla seconda e ultima parte, per dare una possibile spiegazione ai numerosi interrogativi che si sono presentati, strada facendo.Vi ricordo la strana coincidenza delle dediche fra Cappella dell’Assunta e Dipinto di Michelangelo Medici, che aveva destato la nostra attenzione, per cui decidiamo di ritornare all’archivio diocesano di Ales.

Ma… non troviamo alcun cenno storico sul dipinto del Medici negli archivi di S. Maria di Malta, né del San Nicola, né altrove.
Il mistero si infittisce.
Ci rechiamo di nuovo a Guspini per esaminare il dipinto.
Veniamo ricevuti dal sacrestano (il Parroco era malato) che ci mostra la tela dell’Assunta e ci informa che anche il retablo settecentesco che la incorniciava, era stato smontato e immagazzinato nei sotterranei del San Nicola.
Il gentilissimo sacrestano si offre di mostrarci anche il retablo e, armati di due machete, creiamo un passaggio per la porta del sotterraneo (il passaggio è ostacolato da una rigogliosa crescita d’erba spontanea, alta quanto una persona).
Come riportato nel titolo di questo articolo, sembra un film di avventure di Indiana Jones.
Ed ecco ciò che troviamo nei sotterranei del San Nicola, sotto diversi cm di polvere e altre amene cianfrusaglie.





***
Non resta che rientrare in studio e ricomporre virtualmente nel PC il retablo rinvenuto.


Confrontando il retablo così ricomposto con il paliotto dell’altare nella parrocchiale di S. Nicola, notiamo una assoluta similitudine nella tipologia degli intagli lignei e nella cromia.
Poggiamo (sempre virtualmente) il tutto sul paliotto del nostro retablo nella cappella dell’Assunta… ed ecco il risultato

Ogni aspetto riacquista la sua logica; la sintassi, le proporzioni, gli intagli, la cromia.
Affiancando le due versioni, la goffaggine della prima appare in tutta la sua incoerenza.



Risolto l’arcano, abbiamo la conferma che il dipinto di Michelangelo Medici, raffigurante l’Assunta, non era destinato alla chiesa campestre di S. Maria di Malta, ma proprio al S. Nicola.
Quando il retablo viene smontato dall’impresa appaltatrice per portarlo al laboratorio di restauro, nel muro retrostante ricompaiono due nicchie, di cui nessuno aveva conoscenza.
A questo punto si svela anche il mistero della doppia dedica e del doppio pagamento dell’altare: le due nicchie ospitavano le statue di S. Raphael e de Las Almas; quando il Parrocco del 1796 commissionò alla bottega di Francisco Cardu un retablo, tale da ospitare il solo dipinto dell’Assunta, non aveva considerato che i parrocchiani veneravano anche S. Raphael e Las Almas (soprattutto quest’ultimo gruppo delle Anime, a cui si rivolgevano per chiedere una grazia); vedendo che nel nuovo altare si poteva ospitare solo l’Assunta, essi protestarono a tal punto che si decise di far modificare la parte dell’ordine superiore, mantenendo solo il paliotto. Ma nel 1798 non trovarono più il carpintero Francisco Cardu, bensì Angel Cardu (forse un parente) che non possedeva i disegni originali dell’opera realizzata da Francisco; pertanto, inviò a Guspini due operai per prenderne le misure; questi sciagurati misurarono solo la larghezza della mensola superiore, nella convinzione di poter realizzare un ordine tripartito largo quanto questa e da lì venne fuori il pasticcio compositivo della nuova opera.
COME PROCEDERE, VALUTATE LE NUOVE CONOSCENZE?
Confortati anche dai pareri dei più illustri teorici del restauro elaboriamo una proposta:
| Giovanni Carbonara, a proposito della Carta del Restauro del 1931, sottolinea l’imparzialità di questa nei confronti delle aggiunte e delle stratificazioni, che nel tempo portano alla modifica del monumento, in maniera tale da peccare contro l’estetica e contro la storia, intesa come interpretazione e giudizio. Il giudizio sulla storia deve cioè essere critico e deve portare ad operare delle scelte. |
| Roberto Pane: “…pur accettando le norme in questione si tratterà di giudicare se certi elementi abbiano o no carattere di arte, perché in caso negativo ciò che maschera o offende immagini di vera bellezza sarà del tutto legittimo abolirlo |
| Eventuali Problemi di rito: Il Parroco ci informa che la dedica è tornata ad essere solo in nome dell’Assunta; non risultando più presenti le statue del S. Raphael e de Las Almas. |
Quindi, quale istanza deve prevalere


La nostra opinione è quella di riportare l’altare alla forma originaria con il solo dipinto del Medici; traslocando la parte tripartita sopra uno dei paliotti delle cappelle confinanti che ne sono prive (quindi nessuna distruzione).
Consultiamo i vari responsabili:
Il Sindaco è d’accordo, Il Parroco è d’accordo e così pure il Vescovo e la Consulta d’Arte Sacra.
La Soprintendenza non è d’accordo, quindi

Giorgio Saba
Giorgio Saba, nato a Cagliari. Laureato in Architettura a Firenze, svolge attività di libera professione. Nel 1983 frequenta un anno del Corso di Perfezionamento in Archeologia e Storia della Sardegna (docenti, Giovanni Lilliu e Enrico Atzeni).
Dal 1984 al 2017 è docente nella Scuola pubblica (negli ultimi 30 anni insegna Architettura al Liceo).
Dal 2012 al 2017 è Presidente dell´Ordine Architetti, P.P. e C. di Cagliari e ottiene l´attivazione degli Esami abilitanti la professione di Architetto. Membro dell´Osservatorio Città Metropolitane del CNAPPC. Coordinatore di URBANPRO Cagliari (Ordine Architetti, CCIAA, Confcommercio, ANCE). È stato relatore e coordinatore in oltre quaranta convegni su temi di Architettura, Paesaggio, Archeologia, Teoria del Colore, Linguaggi semiotici.
Nel 2016 pubblica il libro Scusi dov´è l´Ade? (la prima edizione va esaurita in otto mesi). Nel 2024 è uscito Sardegna: dimora antica degli dei… e di altri condomini. Per Polis ha già curato la serie, in otto puntate, Gli dèi greci erano davvero greci?
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