Se qualcuno morirà…pazienza

Anche se qualcuno morirà, pazienza“: sono le parole del presidente di Confindustia Macerata, Domenico Guzzini.

di Antonello Rivano

<<Ci aspetta un Natale molto magro, ma le persone sono un po’ stanche di questa situazione e vorrebbero venirne fuori. Anche se qualcuno morirà, pazienza»: sono le parole del presidente di Confindustia Macerata, Domenico Guzzini, durante l’evento Made For Italy per la moda”, martedì 14 dicembre 2020.

 Nello stesso giorno Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’ Istat, illustra i numeri dai quali si deduce quanto peso abbia avuto Sars Cov 2 sulla popolazione italiana: <<Nel 2019 il dato era stato di 647.000 morti. Non è ancora finito il 2020, ma una valutazione ragionevole fa pensare che quest’anno supereremo il confine dei 700 mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante perché una cosa del genere l’ultima volta, in Italia, era successa nel 1944. Eravamo nel pieno della seconda guerra mondiale>>

Domenico Guzzini (globalist)

Le dichiarazioni di Guzzini potrebbero benissimo fare il paio con quelle del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti che, qualche tempo fa su Twutter dichiarava: <<Per quanto ci addolori ogni singola vittima del Covid, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi dalla Liguria, 22 erano pazienti molto anziani, persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate>>

Per dovere di cronaca va detto che Guzzini ha chiesto scusa e si è detto addolorato per la sua dichiarazioni. Il presidente di Confindustria Macerata ha dichiarato: << Parlavo della vita aziendale e delle prospettive del lavoro e invece, preso dalla discussione, ho fatto un’affermazione sbagliata, che non raffigura il mio pensiero né tantomeno quello dell’Associazione che rappresento>>

Gian Carlo Blangiardo (Il sole 24 ore)

Il presidente della Regione Liguria aveva invece addossato la colpa al collaboratore che gestisce il suo profilo Twitter, in quanto aveva malamente estrapolato una frase da un discorso più ampio.

Scuse a parte risulta difficile pensare che simili affermazioni siano state solo frutto del caso, di leggerezze, anziché lo specchio di quello che è il sentire di una certa classe dirigente e politica.

Alla luce di certe dichiarazioni viene naturale percepire il fatto che il “profitto” venga prima della vita delle persone, che in nome “dello sforzo produttivo del Paese” si possa sacrificare chi non è “indispensabile”.

Giovanni Toti (Imperia-News)

Le decisioni del Governo vanno,  evidentemente, nella direzione dettata più dal “profitto”che dalla vita delle persone..  Far diventare tutta la nazione “Zona Gialla” a ridosso delle festività natalizie, il promuovere iniziative “pro consumo” come quelle del rimborso sulle spese fatte con le “carte” sono sicuramente tutti atti che hanno portato le persone al pensare ad un “liberi tutti”,visto gli affollamenti nelle vie dello shopping, e poco importa se anche ieri abbiamo avuto più di ottocento morti a causa del Covid. Poco importa se l’Italia è terza al mondo per letalità, solo il Messico e l’Iran sono peggio di noi.

Gli assembramenti registrati nelle maggiori città italiane, e non solo, dopo lo “scolorimento” di tutte le regioni, hanno allarmato le istituzioni. Come se tutto ciò non fosse stato prevedibile, come non fosse già stato ampiamente dimostrato che contare sul buonsenso delle persone non funziona. Ora sembra si voglia correre ai ripari, rivedendo gli ultimi DPCM, creando una Zona Rossa, o Arancione, nazionale, per le festività.

Il centro di Roma, domenica 13 Dicembre (Il Messagero)

Tuttavia è questo non essere in grado di decidere, di non saper in che direzione andare, che, partendo da chi ci governa, attraversa tutto il paese. Sono le dichiarazioni di Toti e di Guzzanti che fanno pensare si possa fare finta di niente, sacrificando anziani, malati cronici e immunodepressi. In chiusura di questo articolo vorremmo rivedere un dato che riportammo in un nostro scritto del 3 dicembre. In quell’articolo dicevamo che a Natale ci sarebbero state circa 60.000 sedie vuote, ci sbagliavamo perché saranno molte di più, mentre scriviamo siamo già a 66.537.

Antonello Rivano

leggi anche https://www.istitutogalanteoliva.it/magazine/2020/12/03/quelle-sedie-vuote/

Foto copertina di Henrikas Mackevicius da Pixabay 

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