Immagini da un mondo “sospeso”

Un anno fa il Papa solo, oggi la nave che blocca il Canale di Suez: immagini che raccontano molto di più di quanto ritraggono.

Spesso le immagini raccontano, più delle parole, il momento che attraversiamo

Di Antonello Rivano

L’immagine che più abbiamo di fronte, in questi giorni, è forse quella della nave portacontainer arenata, di traverso, nel canale di Suez.


Un colosso carico di merce varia, simbolo del commercio globale. E’ bastata una banale tempesta di sabbia perché tutto si bloccasse.
E’ bastata forse una decisione sbagliata perché ne quella merce, ne quella delle altre centinaia di navi, in attesa che venga rimosso l’ostacolo, possa arrivare a destinazione.

Del resto è quasi la rappresentazione della situazione pandemica. Un invisibile virus, si è messo di traverso al nostro modo di vivere, e ha bloccato ogni cosa.


Questa immagine ci rimanda a un’altra, di un anno fa. Forse più impattante, potente, emozionante: Papa Francesco solo in Piazza San Pietro, sotto la pioggia.
Una poetessa ligure, Danila Olivieri, scrisse allora: “Anche il cielo stasera versa lacrime sul deserto silenzio del papa in preghiera“.

Da quello scatto è passato un anno esatto, non importa in che cosa crediamo, quale sia la nostra fede o se non nè abbiamo affatto, quell’uomo “solo” rappresentava, e rappresenta, ognuno di noi.

Quella piazza vuota, bagnata dalla pioggia, era il nostro mondo malato, quella preghiera erano le nostre speranze.
E’ passato un anno, alcune cose sono cambiate ma il Covid fa ancora parte della nostra quotidianità, forse abbiamo in più un’arma che si chiama “vaccino”.

Siamo ancora soli come allora, anzi forse lo siamo ancor di più, e l’immagine di quella nave, di traverso cosi come la Pandemia, sta lì a ricordarci che basta poco, basta un nulla, per bloccare questo mondo “fragile” e “sbagliato” che abbiamo costruito attorno a noi.

Autore: Antonello Rivano

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