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Tony Laudadio: “Omaggio Pino Daniele con la storia di Pasqualino e Alessiuccia.”

Casa del Contemporaneo ha inaugurato la nuova stagione, giovedì 17 Novembre 2022, presso il Teatro Ghirelli, con lo spettacolo-reading musicale “Pasqualino e Alessiuccia-la città che incanta”, omaggio alla musica ed alla lingua di Pino Daniele.

Casa del Contemporaneo ha inaugurato la nuova stagione, giovedi 17 novembre 2022, presso il Teatro Ghirelli, con lo spettacolo-reading musicale “Pasqualino e Alessiuccia-la città che incanta”, omaggio alla musica ed alla lingua di Pino Daniele. Protagonisti, in dialogo con la giornalista Barbara Cangiano, saranno Tony Laudadio e Marco Zurzolo in un evento realizzato in collaborazione con il Conservatorio “Martucci” di Salerno scritto e diretto dallo stesso Tony Laudadio.

Laudadio, approcciarsi al grande magma musicale di Pino Daniele è sempre opera complessa. Con quale metodo critico e stilistico ha progettato il reading e cosa ancora vi è di inesplorato nella sua musica?
Il passaggio creativo che c’è stato dentro di me è un messaggio trasversale ed indiretto. Lui pervade la nostra realtà quotidiana dall’infanzia all’età adulta più di quanto non ce ne rendiamo conto. Siamo immersi nel suo genio e questo è il pensiero di fondo che voglio far passare. Il reading non vede protagonista lui, la sua musica e le sue parole è il terreno su cui si sviluppa la storia di Pasqualino ed Alessiuccia che della musica di Pino fanno tramite , ambiente ed ecosistema per far sbocciare un amore che sembra quasi impossibile. Questa immersione nella sua musica è percepita proprio quasi inconsapevolmente. Del genio che ci rimane di Pino restano le sue espressioni, le sue parole che utilizziamo spesso nella nostra quotidianità. Un racconto che si sviluppa nelle sue trame ma immersa nella sua poesia.

E al costume ed alla napoletanità Pino cosa ancora consegna?
Pino Daniele nel suo campo come molti artisti nei loro campi dal Teatro al cinema alla Letteratura aveva i piedi nella tradizione e la testa nel futuro. Lui è difficilmente sganciabile dalla sua profonda e verace napoletanità ma si avverte che lui sia già oltre quella napoletanità; lo si avverte nella commistione di linguaggio, per i generi trasversali , il blues che si intromette nella musica popolare napoletana, le influenze jazzistiche , i suoni che lui ha adoperato passando da strumentazioni napoletane a quelle più elettriche.Tutto questo è stato un grande esempio di eclettismo. E’ la missione di tutti noi: avere una forte identità in cui siamo immersi per trasformarla in un obiettivo futuro moderno e contemporaneo che apre a nuove ispirazioni ed a nuove fonti. Le influenze che vengono dall’esterno non sono un abbrutimento, ma una ricchezza.”

 Lei ha recitato con Arnoldo Foà in Adelchi” e la Vita di Galileo di Brecht? Cosa ricordi di quelle esperienze e del Maestro Foà.
Quell’Adelchi fu con la regia di Federico Tiezzi. Conobbi Arnoldo quando faceva “Re Desiderio” e fu una grande gioia averlo in tourneè. Gli insegnamenti di un  grande Maestro li scopri e te ne rendi conto solo successivamente. Foà aveva una Maestria  ed una padronanza della scena unica e la semplicità con cui stava sul palcoscenico pur stando dentro al suo personaggio  è un  insegnamento costante. Mi ha trasmesso  l’idea di stare sul palcoscenico come se stessi a casa e questo concetto di semplicità  toglie una serie di difettucci e di vizi  di una recitazione antica, (perchè lui era già un attore moderno) cioè  esagerare nei personaggi  e nella rappresentazione, enfatizzare troppo i caratteri, le parole. Foà invece aveva un approccio diretto e  familiare con il palcoscenico. “Vita di Galleo”, è un testo che feci trent’anni fa con Enrico Ianniello, con il mio gruppo teatrale “Ricerca ed equilibri”. Eravamo giovani, io avevo 22 anni. Ho un legame con lo spettacolo molto affettivo ed intimo, Fu un’esperienza locale, a Caserta. Ricordo i grandi mal di testa per autoprodurci! Lo spettacolo riuscì molto e forse  fu quell’ambizione che mi e ci  diede una spinta così decisiva di una propria idea di Teatro che avremmo coltivato negli anni successivi.

da La Città 17 Novembre 2022.

Stefano Pignataro
Sezione Cultura
Vice coordinatore nazionale Polis SA magazine

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