Mer. Lug 24th, 2024

Pedofilia e Pedopornografia online: il dossier della Polizia Postale

Il Dossier della Polizia Postale redatto in occasione della giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografica di domenica 5 maggio

Di Antonello Rivano

La giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, celebrata il 5 maggio, è stata un’importante occasione per riflettere sull’azione necessaria per contrastare questi gravi crimini online. La Polizia Postale, specializzata nella lotta alla criminalità cibernetica e nella protezione dei minori online, ha redatto un dossier che mette in luce i principali fenomeni legati a questi reati, le azioni di contrasto intraprese, lo stato delle partnership con il settore privato e le iniziative di sensibilizzazione.

Nel 2023, gli specialisti della Polizia Postale hanno analizzato complessivamente 28.355 siti web, di cui quasi 2800 sono stati inclusi nella blacklist per contenere materiale di sfruttamento sessuale di minori. Sono state identificate e denunciate oltre 1100 persone per aver scaricato, condiviso o scambiato immagini e video di abuso sessuale su minori. È in aumento il fenomeno delle estorsioni sessuali, mentre l’adescamento online mostra un leggero calo, sebbene rimanga un problema soprattutto per i giovani tra i 10 e i 13 anni.

Le collaborazioni con importanti attori del settore continuano a essere fondamentali per la Polizia Postale, che condivide progetti, valori e obiettivi con questi partner. Inoltre, vengono condotte iniziative di prevenzione per diffondere la cultura della sicurezza digitale e affrontare le sfide in continua evoluzione del mondo virtuale, anche attraverso il portale ufficiale del commissariato di polizia online.

Questo impegno quotidiano si articola in varie sfaccettature, ma ha un obiettivo comune: rendere internet un luogo più sicuro e promuovere un uso consapevole e responsabile delle risorse digitali a disposizione degli utenti.

L’introduzione al dossier, redatta dal Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Ivano Gabrielli, affronta con franchezza e determinazione il panorama sempre più complesso della sicurezza cibernetica, specialmente in relazione alla pedofilia e alla pedopornografia. Gabrielli evidenzia come il mondo digitale sia in continua evoluzione, presentando nuove sfide ma anche opportunità grazie alle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale generativa e gli strumenti per garantire l’anonimato online.

Il Dossier

A seguire un ampio sunto dei principali argomenti trattati nel Dossier che potete visualizzare e scaricare nella sua versione integrale in PDF cliccando qui

La copertina della brochure

In occasione della Giornata Mondiale contro la Pedofilia e Pedopornografia“, scrive il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Ivano Gabrielli nell’introduzione del dossier, “ci confrontiamo con un panorama digitale in continua evoluzione, dove le sfide della sicurezza cibernetica si rinnovano e si intensificano ogni giorno. Negli ultimi anni, abbiamo assistito all’incremento di nuovi trend, tra cui l’uso dell’intelligenza artificiale generativa e di strumenti volti a garantire l’anonimato nel web.”

Descrivendo la copertina della brochure, Gabrielli sottolinea: “La stessa copertina di questa brochure è stata realizzata con un software di intelligenza artificiale generativa, volendo mostrare le potenzialità dell’IA nel creare immagini e contenuti che possono avere un impatto emotivo sorprendente, anche se non reali.”

Il messaggio che il Direttore vuole trasmettere è chiaro: “Il web può essere un Paese delle Meraviglie, in considerazione delle possibilità che offre, in termini di contenuti fruibili, agli utenti di tutte le età, ma al suo interno si nascondono anche coloro che sfruttano l’innocente curiosità dei più piccoli per scopi illeciti.”

Concludendo, Gabrielli ribadisce l’impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel contrastare questi crimini: “La Giornata Mondiale contro la Pedofilia e Pedopornografia è un momento per riaffermare questo impegno e per rinnovare la nostra determinazione nella lotta a un crimine senza confini, che si evolve al passo con la tecnologia.”

La pedopornografia e l’abuso tecnomediato

La pedopornografia rappresenta un grave crimine che causa un danno continuo e persistente alle sue vittime, sia online che offline. Il materiale pedopornografico, una volta creato e condiviso online, perpetua la vittimizzazione dei bambini ritratti, poiché ogni visualizzazione da parte di nuovi utenti e ogni giorno in cui il materiale rimane in circolazione causano ulteriori danni.

La Polizia Postale si impegna a interrompere questo ciclo di vittimizzazione tecnomediata, che amplifica e perpetua il danno subito ingiustamente dai bambini e ragazzi. Questo impegno si concentra sulla lotta contro i pedopornografi e i pedofili che sfruttano le potenzialità di diffusione offerte da internet per perpetuare i loro crimini.

I Dati

Nel corso del 2023, la Polizia Postale ha analizzato complessivamente 28.355 siti web, di cui 2.739 sono stati resi inaccessibili e inseriti nella black list dei siti contenenti rappresentazioni di sfruttamento sessuale di minori. Questa azione mira a prevenire la visualizzazione di tali contenuti e a fermare la circolazione delle immagini di abuso, riducendo così la vittimizzazione secondaria.

Durante lo stesso periodo, sono state individuate e denunciate 1.131 persone per reati legati alla pedopornografia, ovvero per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abuso sessuale su minori. Questi individui, per lo più uomini senza precedenti penali, sollevano preoccupazione per l’aumento dei reati di pedopornografia commessi anche da soggetti molto giovani.

Sono stati effettuati numerosi arresti di individui considerati particolarmente pericolosi, colti in flagranza di reato con ingenti quantità di materiale pedopornografico o con atteggiamenti abusanti.

Nel corso del 2023, sono stati registrati 137 casi di sextortion, un aumento rispetto all’anno precedente. Si tratta di casi in cui vengono utilizzate minacce o ricatti per estorcere immagini o comportamenti sessuali.

Inoltre, sono stati segnalati 353 casi di adescamento online, con un lieve calo rispetto all’anno precedente ma confermando il coinvolgimento dei minori, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 10 e i 13 anni. È preoccupante notare che i preadolescenti sono quelli che hanno maggiormente avuto interazioni sessuali tecnomediate, con 200 casi su un totale di 341 registrati.

Le Partnership con il settore privato

La collaborazione tra settore pubblico e privato è un elemento cruciale nella lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori online. Queste partnership uniscono risorse, competenze e tecnologie per sviluppare strategie più efficaci di prevenzione e protezione per i minori nell’ambiente digitale.

Attualmente, sono attivi diversi Protocolli di intesa tra il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza e alcune organizzazioni non governative:

  1. Save the Children-Italia Onlus: L’obiettivo è favorire l’accesso dei minori a un ambiente online più sicuro, prevenire i rischi legati all’uso non consapevole della rete e contrastare gli abusi sessuali online attraverso attività di prevenzione, segnalazione ed emergenza di potenziali abusi.
  2. Telefono Azzurro: La collaborazione mira a potenziare le attività di prevenzione e contrasto alle violenze sui minori online, trasmettendo al Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) le segnalazioni ricevute dalla Hotline 114 Emergenza Infanzia per una successiva trattazione.
  3. Comunità di Sant’Egidio: Questo accordo si concentra sulla realizzazione di campagne di sensibilizzazione per bambini e ragazzi sull’uso consapevole e sicuro delle tecnologie digitali e su iniziative congiunte per individuare le vittime di possibili abusi online.
  4. METER Onlus – Dalla Parte dei Bambini: L’accordo promuove iniziative per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, specialmente nella tutela dei minori da aggressioni online e nell’educazione di minori e famiglie su un uso consapevole della rete.
  5. National Center for Missing and Exploited Children (N.C.M.E.C.): Questo centro trasmette quotidianamente al CNCPO segnalazioni relative a materiale pedopornografico presente sul web che coinvolge utenti italiani.

Inoltre, la collaborazione con l’ONG Operation Underground Railroad ha potenziato ulteriormente la lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori online, migliorando la formazione e l’innovazione tecnologica per potenziare le capacità di intervento e prevenzione.

Recentemente, la firma del protocollo di intesa tra Polizia Postale e l’ONG Terre des Hommes ha ulteriormente esteso la partnership con il settore privato, implementando misure di protezione e risposta tempestiva per i casi di minori in pericolo.

Le principali minacce online ai danni di bambini e ragazzi: trend attuali

Lo sfruttamento sessuale dei minori online è un fenomeno complesso e in costante crescita a livello globale. Dal 2019, il National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) ha registrato un aumento del 87% dei casi. Gli autori di questi reati sono spesso persone insospettabili, che conducono una vita ordinaria e hanno un’età che, nel 70% dei casi, non supera i 45 anni.

Utilizzano sempre più spesso i servizi di messaggistica e i social network legali che garantiscono l’anonimato per mascherare le loro intenzioni e la loro identità, cercando di eludere le indagini delle forze dell’ordine.

La complessità di questi fenomeni richiede un approccio sempre più integrato tra il framework normativo nazionale, le attività investigative sempre più sofisticate anche a livello tecnico, e una massima attenzione alle specifiche peculiarità psicologiche sia degli autori di reato che delle vittime. La presenza di uno staff di psicologi all’Unità di Analisi dei Crimini Informatici (UACI) presso il Servizio Polizia Postale ha permesso un confronto costante con gli aspetti più umani correlati a questi gravi crimini.

Emergenza legata ai casi di adescamento online

Rimane emergente la minaccia legata ai casi di adescamento online che coinvolgono minori di età inferiore ai 13 anni. La crescente diffusione di smartphones e tablets di ultima generazione tra bambini e ragazzi non sfugge all’attenzione dei pedofili e degli adescatori online.

Spesso, i primi contatti tra questi soggetti e le giovani vittime avvengono nei luoghi virtuali dedicati all’esplorazione e al divertimento dei bambini e degli adolescenti. I videogiochi, popolari attraverso app scaricabili su cellulari e console, diventano spazi in cui i giovani si immergono in mondi fantastici, esplorano ruoli da protagonisti e si esercitano a crescere.

I social network, invece, rappresentano la principale arena in cui gli adolescenti della Generazione Z sperimentano socialmente e sessualmente. Entrambi questi ambienti virtuali diventano terreno fertile per chi ha cattive intenzioni e cerca di manipolare la curiosità e la vulnerabilità dei giovani.

Gli adescatori individuano i loro obiettivi nei luoghi preferiti dei bambini e dei ragazzi, spesso migrando su app di messaggistica con crittografia end-to-end. Progressivamente, avvicinano le vittime a tematiche sessuali e le inducono a produrre e condividere immagini intime, incoraggiando la segretezza e promettendo ricompense allettanti, come la skins più recenti per i videogiochi o provini per serie televisive.

L’analisi dei casi gestiti dagli Uffici territoriali evidenzia come questa minaccia sia trasversale al genere e coinvolga bambini e ragazzi con caratteristiche molto diverse. Dall’introverso al più estroverso, la familiarità dei giovani nell’interagire con sconosciuti facilita l’aggancio degli adescatori.

È essenziale che bambini e ragazzi, insieme a genitori e insegnanti, siano consapevoli di questo tipo di minaccia e segnalino qualsiasi situazione sospetta, considerando la gravità e la crescente diffusione del fenomeno.

La Sextortion

Si tratta di un fenomeno in crescita, che in passato coinvolgeva soltanto gli adulti, ma che negli ultimi anni ha impatto anche sui minori. La loro naturale curiosità viene sfruttata per trascinarli in un incubo fatto di ricatti, richieste di denaro e minacce di danneggiare la loro reputazione, diffondendo immagini sessualmente esplicite, autoprodotte, sui social media.

Questa forma di estorsione sessuale viene perpetrata anche da gruppi criminali organizzati nei confronti di bambini e adolescenti. Gli estorsori si fingono ragazze attraenti e contattano ragazzi, principalmente di età compresa tra i 15 e i 17 anni, attraverso i social media. Li inducono a realizzare video o immagini sessualmente esplicite, minacciando di diffonderli tra amici e familiari del minore se non viene pagata una somma in denaro

Materiale autoprodotto e Revenge Porn

Il sexting consensuale tra minori è diventato una pratica comune nelle relazioni sentimentali giovanili, ma può comportare gravi conseguenze quando una delle parti decide di diffondere il materiale senza il consenso dell’altra. Questo fenomeno, noto come revenge porn o “vendetta porno”, è considerato un reato penale.

Secondo il codice penale, è punibile chi invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone rappresentate, quando queste immagini sono destinate a rimanere private. Anche chi riceve o acquisisce tali immagini e video e li diffonde senza consenso è soggetto a sanzioni.

Fino al 2020, questa forma di reato non veniva applicata quando le immagini sessualmente esplicite riguardavano minori di 18 anni, poiché venivano contestati i reati di pornografia minorile. Tuttavia, a partire dal 2021, la legge ha chiarito che anche se le persone coinvolte sono tutte minorenni, il revenge porn è considerato un reato.

Questa normativa mira a proteggere i minori dalle conseguenze dannose dello scambio non consensuale di materiale sessualmente esplicito e a garantire che coloro che diffondono questo tipo di contenuti siano perseguiti legalmente, indipendentemente dall’età delle persone coinvolte.

Impatto dell’Intelligenza Artificiale Generativa sui minori

L’intelligenza artificiale generativa sta rivoluzionando il modo in cui interagiamo con il mondo digitale, consentendo la creazione di nuovi contenuti come immagini, video, testi e audio. Purtroppo, si sta assistendo a un aumento nei casi di abuso di queste tecnologie per creare materiale di sfruttamento sessuale dei minori. Tale fenomeno può coinvolgere sia minori reali, le cui immagini possono essere artificialmente modificate in contenuti pedopornografici, sia immagini di bambini inesistenti nel mondo reale.

Recentemente, si è dimostrato che l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per agevolare condotte di adescamento online, revenge porn e sextortion. Le capacità di generare messaggi su misura per il tipo di interlocutore possono essere sfruttate dai malintenzionati per aumentare le possibilità di interazione con le loro vittime. L’IA può creare messaggi realistici come se fossero scritti da minorenni, facilitando l’instaurazione di conversazioni digitali con i minori.

L’aspetto realistico delle immagini prodotte con l’intelligenza artificiale generativa presenta una nuova sfida per le forze dell’ordine e richiede una reinterpretazione dell’evoluzione normativa in questo settore. Gli investigatori devono affrontare l’analisi delle immagini per verificarne l’autenticità e identificare eventuali vittime minori. Inoltre, la facilità e la velocità di produzione di contenuti multimediali illeciti suggerisce la necessità di norme più severe per coloro che commettono tali reati, contaminando il web e l’ambiente di crescita dei minori con rappresentazioni multimediali distorte.

In questo contesto, il governo italiano ha proposto un disegno di legge sull’Intelligenza Artificiale (IA) il 23 aprile, con l’obiettivo di regolamentare il futuro dell’IA in Italia. Il disegno di legge prevede una serie di misure volte a punire i reati commessi tramite l’uso di sistemi di intelligenza artificiale in maniera più severa, incluso un’aggravante specifica per i reati commessi con l’ausilio dell’IA e la punizione per la diffusione illecita di contenuti generati o manipolati dall’IA. Questi sforzi normativi riflettono l’importanza di affrontare le sfide poste dall’IA in modo responsabile e olistico, considerando le implicazioni etiche, sociali ed economiche di questa tecnologia.

Lo sfruttamento sessuale dei minori a distanza: Live Chat e Piattaforme On Demand

Si tratta di un fenomeno oscuro e pervasivo, consistente nello sfruttamento sessuale di minori a distanza, su richiesta e in tempo reale, attraverso live chat su internet. Questi abusi sono spesso facilitati da un altro adulto presente fisicamente vicino al minore, il quale lo costringe a compiere atti sessuali con adulti o altri coetanei, utilizzando piattaforme dedicate.

Dietro un corrispettivo in denaro relativamente basso, anche solo 20-30 euro, è possibile acquistare la possibilità di dirigere via webcam le violenze commesse su bambini, spesso residenti in Paesi in cui la legislazione non offre adeguata protezione ai minori, come le Filippine, eccetera. È importante sottolineare che questo fenomeno coinvolge anche bambini di età inferiore ai 12 anni.

Le investigazioni in questo ambito sono estremamente complesse. Il tracciamento delle transazioni finanziarie non è sempre sufficiente per individuare con certezza il contenuto di questi scambi, e le causali delle transazioni spesso non rivelano chiaramente se siano legate al materiale di abusi su minori. Inoltre, le piattaforme informatiche utilizzate per i collegamenti in streaming, come Skype e altre piattaforme per le videochiamate, non sono sempre in grado di fornire tracce utili per l’accertamento dei contenuti scambiati tra gli utenti. Le sessioni live non vengono registrate, rendendo difficile l’identificazione sia delle vittime che degli acquirenti. Questo rende ancora più sfida la lotta contro questo odioso fenomeno.

Cyberbulismo: le prepotenze online tra minori e il legame con la pedopornografia

Le prepotenze online tra minori rappresentano una realtà sempre più diffusa che colpisce bambini e ragazzi in fasce d’età sempre più precoci. Purtroppo, questo fenomeno è sempre più legato alla pedopornografia. Attraverso la diffusione incontrollata di immagini intime e sessualmente esplicite su chat di classe, si creano vere e proprie campagne denigratorie ai danni dei coetanei. Questi minori, esposti loro malgrado al giudizio sommario di gruppi di altri minori, diventano bersaglio di attacchi tecnomediati che possono perdurare nel tempo.

I meccanismi di viralizzazione sono particolarmente rapidi e violenti quando si tratta di “materiale scottante”. Per le vittime, ciò significa spesso isolamento sociale, vergogna e difficoltà nel trovare persone in grado di aiutarli a risolvere un problema del quale si sentono spesso corresponsabili. La diffusione incontrollata di queste immagini intime e sessualmente esplicite può alimentare la crescita della pedopornografia, con gravi conseguenze per la salute mentale e l’integrità delle vittime. È fondamentale sensibilizzare e educare i minori sulle conseguenze dannose di queste azioni online e fornire loro le risorse necessarie per affrontare e prevenire situazioni di bullismo e prepotenze online.

I consigli della Polizia Postale

Nella Brochure diffusa dalla Polizia Postale [Clicca qui per scaricare il PDF integrale], dopo le parti dedicate alle più importanti indagini e iniziative dell’organo di Stato troviamo una serie di consigli sia per genitori che per i ragazzi:

Consigli per i genitori

Ecco alcuni consigli pratici per i genitori al fine di proteggere i propri figli online:

  1. Mantenetevi informati: Tenetevi aggiornati sulle nuove tecnologie, le app e i social media che i vostri figli utilizzano. Educatevi sui potenziali rischi e come mitigarli.
  2. Limitate la pubblicazione di foto: Evitate di condividere troppo spesso foto dei vostri figli online, specialmente foto compromettenti o che potrebbero mettere a rischio la loro privacy e sicurezza.
  3. Attivate il controllo parentale: Impostate e attivate le funzioni di controllo parentale sui dispositivi dei vostri figli per monitorare e regolare il loro utilizzo dei dispositivi digitali.
  4. Rispettate i limiti di età: Assicuratevi che i vostri figli rispettino i limiti di età imposti dalle piattaforme social, che generalmente richiedono di avere almeno 13 anni per registrarsi.
  5. Monitorate l’uso dei social: Tenete sotto controllo l’attività online dei vostri figli, stabilendo limiti di tempo per l’uso dei social media e delle app, e mostrate interesse per ciò che li intrattiene online.
  6. Siate empatici in caso di reato online: Se i vostri figli sono vittime di reati online, mostrate comprensione e sostegno. Ascoltateli senza giudizio e raccogliete tutte le informazioni necessarie per eventuali denunce.
  7. Promuovete il dialogo: Favorite un ambiente aperto in cui i vostri figli si sentano a proprio agio a parlare dei loro incontri online e dei problemi che potrebbero incontrare. Siate disponibili per rispondere alle loro domande e preoccupazioni.
  8. Installate software di sicurezza: Proteggete i dispositivi dei vostri figli installando antivirus e firewall, e mantenete sempre aggiornati i programmi per garantire la sicurezza dei dispositivi.
  9. Segnalate i casi sospetti: In caso di situazioni sospette o potenzialmente pericolose online, non esitate a segnalarle alla Polizia Postale attraverso il sito web ufficiale.

Seguendo questi consigli e mantenendo una comunicazione aperta con i vostri figli, potrete contribuire a mantenere un ambiente online sicuro e positivo per loro.

Consigli per i ragazzi

Ecco alcuni consigli pratici per proteggere la propria sicurezza e quella degli altri online:

  1. Evitate di condividere informazioni personali: Non divulgate informazioni sensibili come nome, cognome, indirizzo o numero di telefono. Ricordate che chiunque contatta online potrebbe nascondere le proprie vere identità e intenzioni.
  2. Siate cauti con le immagini: Mantenete la riservatezza riguardo alle vostre immagini e a quelle degli altri. Una volta pubblicate online, le immagini possono sfuggire al vostro controllo. Evitate di condividere foto e video intimi, specialmente se riconoscibili.
  3. Comportatevi con rispetto: Trattate gli altri online con rispetto e segnalate contenuti offensivi o inappropriati alla Polizia Postale attraverso il sito web ufficiale.
  4. Richiedete la rimozione dei contenuti inappropriati: Se trovate online foto o video compromettenti che vi riguardano, chiedete alla piattaforma interessata di rimuoverli.
  5. Fate attenzione agli scherzi online: Evitate di partecipare a scherzi online che potrebbero ferire gli altri. Anche le prese in giro online possono avere effetti dannosi e dolorosi.
  6. Siate consapevoli degli adescamenti: Fate attenzione agli adescatori online che cercano di ottenere immagini sessualmente esplicite da minori fingendosi coetanei.
  7. Parlate con adulti di fiducia in caso di disagio: Se vi sentite minacciati o a disagio online, parlatene con i vostri genitori, insegnanti o adulti di fiducia. Potete anche rivolgervi alla Polizia Postale tramite il loro sito web.
  8. Evitate incontri con persone conosciute online: Non accettate di incontrare persone conosciute su Internet senza informare i vostri genitori o un adulto di fiducia.
  9. Non pagate in caso di sextortion: Se siete vittime di sextortion, interrompete i contatti con il ricattatore e non pagate. Rivolgetevi alla Polizia Postale per segnalare il reato.
  10. Fate denuncia tempestiva: Se siete vittime di un reato online, mettete al sicuro le prove e presentate subito denuncia alla polizia. La tempestività è fondamentale per le indagini.
  11. Attenzione ai file condivisi: Verificate sempre il materiale ricevuto tramite circuiti di file sharing e segnalate eventuali contenuti sospetti ai vostri genitori o alla Polizia.
  12. Segnalate reati: Chiunque contribuisca a diffondere immagini sessuali o violente riguardanti i minori commette un reato. Segnalate questi casi alla Polizia Postale attraverso il loro sito web.

Seguendo questi consigli, potrete contribuire a creare un ambiente online più sicuro e protetto per voi stessi e per gli altri.

Foto di copertina: elaborazione grafica AR su originale u_362q2sr104 da Pixabay

Antonello Rivano
Direttore di redazione/coordinatore nazionale Polis SA Magazine



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