Sab. Apr 17th, 2021

Siamo rimasti soli

La stragrande maggioranza delle persone non si è ancora pienamente resa conto che tutto è cambiato, siamo tutti diventati più soli

Siamo stati messi nella condizione in cui ognuno deve pensare a sé stesso, bisogna prenderne atto.

Di Mimmo Oliva

Non mi meraviglio affatto di come stanno procedendo le cose. Terranno a bada il popolo bue con provvedimenti che verranno nei prossimi tempi, ci riempiranno nuovamente di ristori e sostegni, nel mentre stanno ristrutturando lo Stato, il nostro.

Un mio carissimo amico, nella telefonata che ci facciamo a fine serata, faceva un’analisi lucida, talmente lucida che ho pensato fosse troppo palese ciò che diceva e dell’indifferenza a cogliere uno dei cambiamenti radicali, di quello che rimane della nostra politica: la realistica fotografia dell’Italia è che le fasce deboli non hanno una compagine politica che possa tutelarli a pieno. Troppo audace? Probabilmente troppo banale perché ci possano pensare o semplicemente troppo difficile capire oggi quali sono le fasce deboli.

Poi ha inserito tutto in alcune delle nostre chat, quelle che sono portate a fare certi ragionamenti, ed è successo quello che temevamo: nessuna voglia di commentare e di analizzare, forse momentanea incapacità a farlo.

Siamo rimasti soli
Foto di Daniel Reche da Pixabay

Tutti morti? No, è che la stragrande maggioranza delle persone non si è ancora pienamente resa conto che tutto è cambiato, siamo tutti diventati più soli, ci hanno “distanziato” l’uno dall’altro, che l’approccio e la conseguente risoluzione dei problemi non è più la stessa e soprattutto non potrà essere più la stessa. Siamo stati messi nella condizione in cui ognuno deve pensare a sé stesso, bisogna prenderne atto.

Persino i rapporti tra le persone sono “deviati”, forse in maniera irrimediabile. Sapere di non incontrarsi, non poter mediare tra i punti di vista, non potersi guardare negli occhi, ha reso possibile, per assurdo, più semplice e meno complicato mandare le persone a quel paese, scrivere senza riflettere sulle chat e sui social senza alcun filtro. Senza capire che non per forza si deve scrivere tutto ciò che ti passa per la testa, senza riflettere sulle conseguenze che questo comporta, come non ci fosse un domani.

Sta scomparendo persino quella che da sempre mi sforzo di allenare, la parte di mente in clandestinità, pronta a scattare e a farmi recuperare appena si presentano le condizioni, per non morire.

Mimmo Oliva

Foto copertina di PublicDomainPictures da Pixabay

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