Mer. Lug 24th, 2024

Tesori d’Italia: Il Convento di Sant’Anna a Genova – 2) Storia e tesori della Chiesa di Sant’Anna

L’evoluzione architettonica, artistica e spirituale di una chiesa intrisa di significato e bellezza

Il Convento di Sant’Anna a Genova

Di Antonello Rivano

Nel suggestivo quartiere di Castelletto Genova, la Chiesa di Sant’Anna, il Convento e l’Antica Farmacia Sant’Anna dei padri Carmelitani Scalzi, formano un incantevole rifugio di bellezza e spiritualità. In questa serie di quattro articoli, ci immergeremo nell’esplorazione di un gioiello architettonico e dell’eccezionale eredità dei Carmelitani Scalzi, devoti alla riforma promossa da Santa Teresa d’Avila e San Giovanni della Croce. Esploreremo anche l’antica farmacia, la prima ‘bottega storica di Genova’ con il suo motto: “Nos medicinam paramus, Deus dat nobis salutem” – Noi prepariamo le medicine, Dio ci dona la salute.

Capitoli Precedenti: 
1) UN PATRIMONIO DI BELLEZZA E DEVOZIONE CON I CARMELITANI SCALZI


2) Storia e tesori della Chiesa di Sant’Anna

Un viaggio attraverso i secoli

La storia della Chiesa di Sant’Anna è un affascinante viaggio attraverso i secoli, un tesoro intriso di significato storico e religioso che si è trasformato e arricchito nel corso del tempo. Originariamente concepita con una semplicità architettonica che rifletteva l’umiltà dei primi tempi, la chiesa ha visto un notevole sviluppo nel corso dei secoli.

Le sue origini risalgono a un’epoca in cui la spiritualità trovava espressione in forme di costruzione essenziali: una navata unica, un tetto di legno che si innalzava verso il cielo, e altari modesti contro le pareti laterali. Il presbiterio, con la sua abside piatta, offriva uno spazio di contemplazione e preghiera.

Genova-Chiesa di Sant’Anna-Cupola e campanile

Tuttavia, è nel 1650 che la Chiesa di Sant’Anna ha subito una trasformazione significativa, un momento chiave che ha plasmato la sua forma attuale. È in questo periodo che sei cappelle laterali sono state aggiunte, ampliando lo spazio sacro e introducendo una nuova dimensione architettonica. La struttura lignea originale è stata sostituita da una maestosa volta a botte, che ancora oggi incanta i visitatori con la sua magnificenza.

Questa trasformazione non è stata soltanto un cambiamento fisico, ma ha anche arricchito il significato e l’esperienza spirituale associata alla chiesa. Le cappelle laterali offrono spazi intimi per la devozione personale, mentre la nuova volta a botte conferisce un senso di maestosità e solennità all’ambiente.

Oggi, la Chiesa di Sant’Anna si erge come un simbolo tangibile della continuità della fede e della devozione nel corso dei secoli. È un luogo non solo di culto, ma anche di riflessione sulla storia e sull’evoluzione dell’architettura sacra.

La facciata della chiesa di S.Anna, nei primi anni del 1900 (Tolozzi editore) e come appare oggi

Nel corso dei primi decenni e della metà del XVII secolo, la chiesa ha subito significative trasformazioni e aggiunte decorative, soprattutto per quanto riguarda gli altari delle cappelle laterali. Un notevole arricchimento si è verificato nella cappella gentilizia Spinola, dedicata alla Madonna del Carmine, attraverso la commissione di tele e decorazioni di rilievo.

Nei primi anni del XVIII secolo, i lavori di restauro si sono estesi fino al 1770 circa, coinvolgendo il rifacimento del presbiterio, dell’altare maggiore e successivamente la decorazione della Cappella di San Giuseppe.

Tra il 1912 e il 1952, ulteriori modifiche decorative sono state apportate alla navata e al presbiterio, sovrapponendosi a quelle precedenti.

Dal punto di vista architettonico, esternamente la chiesa ha mantenuto l’aspetto originale dei secoli XVII e XVIII, con una facciata liscia e verticale e un tetto a capanna caratterizzato da spioventi con una forte pendenza. Inoltre, la chiesa è dotata di un campanile e di cupole che identificano le due cappelle laterali principali, tra cui la cappella Spinola del Carmine.

Riguardo al portale principale della chiesa di Sant’Anna, sebbene attualmente privo di decorazioni, fino ai primi del Novecento era ornato da vivaci affreschi. Sopra il portale si trova ancora un bassorilievo in marmo raffigurante la Sacra Famiglia. Nella rappresentazione, da sinistra a destra, appaiono San Giuseppe, Maria, il Bambino Gesù, Sant’Anna (madre di Maria) e un personaggio vestito con l’abito carmelitano che regge una spada fiammeggiante, presumibilmente il profeta Elia, figura ispiratrice dell’Ordine dei Carmelitani. In posizione prominente sopra di loro è collocato lo stemma dei Carmelitani Scalzi.

La Navata e le Cappelle Laterali

L’unica navata della chiesa rappresenta un esempio esemplare di architettura tardo rinascimentale, con una volta a botte che conferisce un’impressione di solennità e grandiosità. Nel corso degli anni, l’originaria decorazione è stata abbellita con tocchi tipici dello stile barocco genovese, aggiungendo ulteriore fascino all’ambiente. Quattro pilastri principali sorreggono imponenti statue in stucco dei quattro santi carmelitani: Santa Teresa di Gesù, San Giovanni della Croce, San Giuseppe e il profeta Elia, opere realizzate con maestria nel 1837 da Giovanni Battista Garaventa, che conferiscono un senso di devozione e spiritualità alla navata. Gli affreschi sulla volta, eseguiti nel 1882 da Santo Bertelli, arricchiscono ulteriormente la struttura con la loro bellezza artistica e il loro significato simbolico.

Le sei cappelle laterali, ciascuna con la sua storia e particolarità, aggiungono ulteriore profondità all’esperienza spirituale dei fedeli:

La Cappella di Sant’Orsola e il presepe stabile napoletano

All’interno della cappella, dedicata alla santa omonima, si ammira una pregevole tela d’altare dipinta da Domenico Fiasella, che raffigura il martirio di Sant’Orsola. Tuttavia, il vero gioiello di questa cappella è rappresentato da un magnifico presepe in stile napoletano.

Dal 2015, la chiesa del convento di Sant’Anna a Genova è stata arricchita da un’opera d’arte straordinaria, donata da un’artista genovese di nome Silvana Gianotti. Quest’artista ha saputo concepire, ideare e realizzare un presepe unico nel suo genere, caratterizzato dalla raffinatezza della sua esecuzione e dalla totale originalità del suo design.

Presepe Chiesa di Sant’Anna_Foto da https://dearmissfletcher.com/

Sebbene il quotidiano “Il XIX secolo” abbia definito questo capolavoro come il primo esempio di presepe napoletano in una chiesa genovese, esso va ben oltre questa mera definizione. L’artista ha commissionato al rinomato maestro napoletano Marco Ferrigno la creazione delle statuine e della scenografia. In accordo con la tradizione napoletana, le statuine sono state realizzate con teste in terracotta e mani e piedi in legno, mentre il resto della composizione è interamente opera di Silvana Gianotti. Utilizzando materiali come filo spinato e canapa e seguendo antiche tecniche artigianali, l’artista ha modellato il corpo delle statuine, mentre ogni abito è stato disegnato, cucito e tinteggiato a mano. Per la creazione degli abiti, Silvana Gianotti ha scelto con cura tessuti pregiati come canapa, lino, cotone, taffetà, seta pesante, velluto e pizzi antichi, alcuni dei quali provenienti da negozi e mercati, altri dai bauli ereditati dagli avi della sua famiglia. Gli abiti sono ispirati alla tradizione napoletana e a quella settecentesca genovese del celebre scultore Maragliano. Questo lavoro artigianale meticoloso e accurato rivela un gusto raffinato e una profonda conoscenza dell’iconografia tradizionale.

Cappella di Santa Teresa d’Avila:

La cappella di Santa Teresa d’Avila, originariamente patronata dalla famiglia Doria Dominici, si distingue per la sua bellezza artistica. L’altare in marmo, realizzato con maestria da Tommaso Orsolino, e la pregevole pala d’altare raffigurante Santa Teresa incoronata da Cristo, opera di Gerardo delle Notti, sono le principali attrazioni della cappella.

Altare di Santa Teresa d’Avila

La scelta della famiglia Doria Dominici di finanziare questa cappella evidenzia l’importanza attribuita a Santa Teresa d’Avila nella sfera spirituale. L’altare, con la sua struttura imponente, è un tributo al fervore religioso della famiglia.

La pala d’altare di Gerardo delle Notti, con la sua raffigurazione di Santa Teresa, trasmette un senso di serenità e spiritualità. L’uso sapiente della luce e delle ombre conferisce profondità alla composizione, creando un’atmosfera suggestiva per i visitatori della cappella.

Cappella di Nostra Signora del Monte Carmelo:

La Cappella di Nostra Signora del Monte Carmelo, appartenente alla famiglia Spinola di Luccoli, è stata completamente ristrutturata a partire dal 1616. Al centro della cappella si trova un altare tardobarocco in marmo policromo, realizzato da Tommaso Orsolino.

L’altare è arricchito da una statua raffigurante Nostra Signora del Monte Carmelo e da lunette laterali dipinte da Anton Maria Vassallo. La statua e le opere di Vassallo aggiungono un tocco di devozione e bellezza alla cappella, rendendola un punto di riferimento per i fedeli e un tesoro artistico nella chiesa.

Cappella del Crocifisso

La Cappella del Crocifisso, la più antica all’interno della chiesa, racchiude una storia intrisa di significato e devozione. Originariamente patronata dalla prestigiosa famiglia Doria, questo luogo sacro offre un prezioso viaggio nel tempo attraverso i suoi tesori spirituali.

All’interno della cappella, gli occhi dei visitatori vengono catturati da un crocifisso processionale spagnolo del Settecento, testimonianza tangibile della profonda fede e della spiritualità dei tempi passati. Questo crocifisso, con la sua rappresentazione commovente di sofferenza e sacrificio, si erge come un simbolo intramontabile della religione cristiana.

Affianco al crocifisso, una statua del Bambino Gesù di Praga, anch’essa del Settecento, attrae lo sguardo con la sua aura di pace e serenità. Questa statua, venerata da generazioni di fedeli, diventa un punto di riferimento per le loro preghiere e suppliche, incarnando la presenza amorevole di Gesù nella vita quotidiana.

Negli anni più recenti, la cappella ha visto l’aggiunta di un ulteriore significato con la dedicazione a Santa Teresa di Lisieux, una figura amata e rispettata nella tradizione cattolica per la sua umiltà e profonda spiritualità.

La Cappella di San Giuseppe

La Cappella di San Giuseppe, eretta dalla famiglia Pallavicini nel 1771, è un’eccellenza artistica all’interno della chiesa. La sua decorazione in stile rococò, arricchita da stucchi dorati, offre uno spettacolo visivo suggestivo, riflettendo il gusto artistico dell’epoca.

Al centro della cappella, la pala d’altare dipinta da Agostino Ciampelli cattura l’attenzione dei visitatori. Raffigurante il sogno di San Giuseppe, l’opera è un’espressione sublime di maestria artistica e devozione religiosa, invitando alla contemplazione e alla riflessione.

La Cappella di San Giuseppe rappresenta non solo un luogo di preghiera, ma anche un’importante testimonianza della generosità e della fede della famiglia Pallavicini.

La Cappella di Sant’Andrea

La Cappella di Sant’Andrea, originariamente dedicata a Sant’Elia, è stata rinominata in onore del principe ammiraglio Andrea Doria, una delle figure più eminenti della storia genovese del XVI secolo. Questa cappella riveste un significato particolare per la comunità genovese, essendo legata alla memoria di un uomo che ha segnato profondamente la storia della città.

La pala d’altare, dipinta da Domenico Fiasella, è un’autentica opera d’arte che raffigura Sant’Andrea mentre si appresta al martirio. La scelta di rappresentare proprio questo momento della vita del santo sottolinea l’importanza della sua figura e della sua devozione all’interno della chiesa.

Andrea Doria, oltre ad essere un celebre ammiraglio, fu anche un mecenate delle arti e delle lettere, contribuendo notevolmente alla cultura e al patrimonio artistico di Genova. La dedicazione della cappella a lui è quindi un tributo non solo alla sua grandezza militare, ma anche al suo impegno nella promozione della cultura e della fede.


Il presbiterio

Il presbiterio della chiesa del convento di Sant’Anna a Genova rappresenta un punto centrale all’interno della struttura, caratterizzato da una storia ricca di trasformazioni nel corso dei secoli. Originariamente concepito come uno spazio sollevato di circa due metri rispetto alla navata principale e accessibile tramite un ripido scalone, il presbiterio ha subito una ristrutturazione completa nel 1775 grazie al sostegno finanziario della famiglia Cattaneo, detentrice del patronato della chiesa. Questo intervento mirava a conformare il presbiterio alle normative architettoniche stabilite nel Concilio di Trento, testimonianza dell’impegno della comunità nel rispettare le direttive ecclesiastiche del tempo.

Le trasformazioni del presbiterio non si limitano alla sua architettura, ma comprendono anche opere d’arte di notevole importanza. L’altare e i due portali, realizzati dall’artista Francesco Maria Schiaffino, contribuiscono a conferire al presbiterio una maestosità senza tempo e rappresentano un omaggio alla maestria artistica del loro creatore. Al centro del presbiterio, spicca un grande gruppo marmoreo raffigurante Sant’Anna e la Madonna Bambina, anch’esso opera di Schiaffino, che suscita ammirazione per la sua bellezza e il suo realismo.

Nel corso dei secoli, il presbiterio ha subito ulteriori aggiornamenti e interventi per adeguarsi alle variazioni stilistiche e alle esigenze della comunità religiosa.

Il Velo da calice di Santa Teresa

ll Velo da calice di Santa Teresa rappresenta un’opera straordinaria di fede e dedizione, tramandata attraverso i secoli come testimonianza tangibile della spiritualità di Santa Teresa. Questo prezioso manufatto, ricamato personalmente dalla santa, è un vero capolavoro di arte sacra, caratterizzato da dettagli raffinati e un’impeccabile esecuzione artigianale. Realizzato con seta bianca e filo d’oro lavorati con cura, il velo trasuda un senso di sacralità e reverenza.

Foto da: “Il convento di Sant’Anna e la sua Antica farmacia” 

La sua storia affascinante aggiunge un ulteriore strato di significato. Inizialmente destinato al primo convento dei Carmelitani Scalzi al di fuori della Spagna, questo dono di Santa Teresa ha attraversato distanze e tempi per giungere al suo scopo. Nonostante la santa fosse deceduta due anni prima della fondazione della chiesa di Sant’Anna, il velo da calice che aveva preparato con tanto amore e dedizione è arrivato comunque a destinazione, testimoniando la forza della sua fede e il potere della sua influenza spirituale.

Ogni punto e ogni filo del velo portano con sé la memoria e il fervore spirituale di Santa Teresa, creando un legame tangibile tra il presente e il passato. La sua presenza nella sacrestia della chiesa di Sant’Anna è un tributo alla continuità della tradizione religiosa e alla profonda spiritualità che permea il luogo.

La sacrestia

La sacrestia si presenta come un ampio ambiente avvolto da arredi possenti in noce, evocando un’atmosfera di solennità intramontabile. Qui, tra le sue mura impregnate di storia, è custodita una serie di tesori preziosi che conferiscono un senso di sacralità e venerazione.

Foto da: “Il convento di Sant’Anna e la sua Antica farmacia”

Oltre al rinomato velo da calice di Santa Teresa, la sacrestia ospita una variegata collezione di paramenti sacri risalenti al Seicento. Questi capolavori tessili, finemente lavorati e ricamati con maestria, costituiscono un affascinante viaggio nel passato, testimoniando la ricca tradizione liturgica e l’arte sacra che hanno caratterizzato la storia millenaria della chiesa di Sant’Anna.

Ogni paramento, con i suoi dettagli intricati e i suoi motivi ornamentali, racconta una storia di devozione e impegno artistico, offrendo un’istantanea suggestiva dell’antica magnificenza che ha permeato i riti e le celebrazioni all’interno di questa venerata chiesa nel corso dei secoli.

Il coro

Per raggiungere il coro della chiesa, si procede uscendo dalla navata principale attraverso una piccola porta in legno situata a sinistra dell’altare. Questa porta conduce a un ampio e luminoso corridoio, dal quale si accede direttamente al coro attraverso la seconda porta a destra.

Una volta all’interno del coro, gli occhi sono subito attratti dai massicci stalli in noce, che conservano ancora oggi il loro ruolo centrale. Questi stalli non solo fungono da sedili durante le funzioni religiose, ma ospitano anche il gruppo corale della chiesa, composto sia da religiosi che da laici, durante concerti e cerimonie speciali, aggiungendo vita e anima a questo spazio sacro.

Foto da: “Il convento di Sant’Anna e la sua Antica farmacia”

Al centro del coro, domina la tela dell’altare maggiore, un’opera d’arte di grande rilevanza storica e artistica risalente al 1586. Questo dipinto, gelosamente conservato nella sua posizione originale dai Carmelitani, raffigura Sant’Anna che assiste allo sposalizio della Vergine. Creato dal frate carmelitano Giovanni della Miseria, questo capolavoro di scuola spagnola è collocato a un’altezza di circa quattro metri dal pavimento, permettendo ai visitatori di ammirarlo nella sua collocazione originale e apprezzarne ogni dettaglio.

La Controfacciata e l’Organo a Canne

Sulla controfacciata della chiesa si erge una vetrata decorata, impreziosita dallo stemma distintivo dei carmelitani scalzi, che aggiunge un tocco di sacralità e tradizione al vasto spazio. Al centro del matroneo, invece, troneggia un maestoso esemplare di organo monumentale a canne, un’autentica gemma musicale che cattura l’attenzione di chiunque varchi la soglia della chiesa.

Questo strumento, risalente alla rinomata scuola organaria toscana del XIX secolo, è un testimone vivente della storia e della tradizione musicale della chiesa di Sant’Anna. Inizialmente costruito da Nicomede Agati nel lontano 1852, l’organo è stato oggetto di un imponente restauro nel 1992, curato con maestria da Alessandro Corno.

L’organo, con la sua trasmissione meccanica, si distingue per una tastiera composta da 50 tasti, caratterizzata da una prima ottava cromatica estesa che ne amplifica le possibilità espressive. Inoltre, è dotato di una pedaliera a leggio completa di 17 pedali, offrendo al suonatore un controllo completo e preciso sulle armonie che riecheggiano nell’ampio spazio della chiesa.

[Continua…]

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Le visite guidate

Il “roseto”

Frate Ezio, il frate erborista, in compagnia dell’architetto Silvia Piacentini, vi accoglieranno per condurvi alla scoperta della chiesa del XVI secolo, del presepe artistico, del roseto e dell’Antica Farmacia dei Frati Carmelitani Scalzi, alla scoperta dei rimedi erboristici tradizionali, dei cosmetici naturali e di molte altre delizie.

Frate Ezio e l’arch. Silvia Piacentini

Una volta al mese è prevista anche la visita guidata di alcune parti del convento, solitamente non visitabili perché all’interno della Clausura: la galleria dei ritratti, i due chiostri e la magnificente Biblioteca Storica…
La visita dura circa un’ora e mezza ed è gratuita.
Contatti:
Per telefono allo 010 2513285 oppure via mail: silvia.piacentini@erboristeriadeifrati.it


Per approfondire: “Il convento di Sant’Anna e la sua Antica farmacia” di Ezio Battaglia e Silvia Piacentini (SAGEP Editore)

Antonello Rivano
Direttore di redazione/coordinatore nazionale Polis SA Magazine



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