Sab. Apr 17th, 2021

“Facciamo luce sul teatro”: lo slogan delle manifestazioni in tutta Italia

Anche a San Severino (SA) i lavoratori dello spettacolo chiedono rispetto.

Di Anna Maria Noia

Buone notizie per quanto concerne la probabile riapertura di teatri, cinema, musei e altri luoghi di cultura – almeno nelle  “zone gialle” d’Italia. Pare che ci sia uno spiraglio per gli operatori del settore teatrale e/o cinematografico.

È quanto – sembrerebbe – emerge dalle indiscrezioni relative al nuovo DPCM in vigore dal prossimo 6 marzo. Così, almeno, narrano le cronache di queste ultimissime ore.

Ci sarebbe già una bozza. Il via libera alla riapertura di cinema e sale spettacolo – dopo quasi un anno di stasi – è all’ordine del giorno; a partire dal 27 marzo venturo, si tirerà certamente un sospiro di sollievo – da parte degli appartenenti a questo settore, in verità assai negletto.

La riapertura potrebbe avvenire in ottemperanza con le  normative anti contagio, con opportuni accorgimenti e limitazioni. Con l’attenzione ormai volta alle terribili varianti inglese, sudafricana, brasiliana.

-Teatro di Mercato di San Severino (SA)-

In attesa gli operatori cinematografici e/o i responsabili delle sale teatrali  hanno inteso attuare una protesta – pacifica e significativa – “andata in scena” (è proprio il caso di dirlo) lo scorso 22 febbraio.

Non solo a livello nazionale,  ma anche a Mercato S. Severino. Qui esiste, da tantissimo tempo, una prestigiosissima struttura – sia per le visioni cinematografiche che per validi e interessanti spettacoli di drammaturgia. Fino alla fine degli anni ’90, il cineteatro era gestito dalla cooperativa “Praksis” – con la direzione di Franco Coda. Non dimentichiamo che il teatro “Ariston” – com’era denominato, per l’appunto, fino al 2000 – ha avuto l’onore di ospitare registi e/o performer, e personalità del calibro di Leo De Berardinis, Mariano Rigillo, Tadeusz Kantor. Poi la struttura è stata “assorbita” dal Comune, difatti adesso (dal 2000 ad oggi) è divenuta “Cineteatro comunale”. In un primo momento a gestirla fu la società  “Gesema”. In seguito è stata costituita la “Fondazione Teatro”.

-Manifestazione a Mercato San Severino (SA)-

In tutti questi anni la qualità (oltre alla quantità) delle visioni e delle pièce non è mai venuta meno, sia quando a detenere le “sorti” del complesso di via Trieste era – come sopra affermato – la coop privata “Praksis”, sia da quando la struttura è stata resa patrimonio pubblico comunale. Vi erano anche delle scuole di drammaturgia –  quella dell’attore/regista Alfonso Capuano che l’altra, di Pier Maria Cecchini. Di recente erano state stipulate convenzioni con le associazioni “Crescere insieme con il teatro” e “Oltre il teatro”.

In particolare quest’ultima – diretta (come anche la precedente) dalla regista e attrice Clotilde Grisolia, di origini calabresi ma sanseverinese “di adozione” – ha aderito alla manifestazione (una sorta di flash mob) di lunedì 22 febbraio scorso.

La kermesse si chiamava “Facciamo luce sul teatro!”. È stata organizzata, ripetiamo a livello nazionale, da “Unita”: “Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivi”. Si è trattato di una “protesta” civile, simbolica e pregnante. Per circa due ore, a partire dalle 19.30 alle 21.30, il cinema/teatro sanseverinese (che, come tante altre realtà italiane, ha aderito all’iniziativa – accettando l’invito a “far sentire la sua voce”) ha girato l’interruttore delle proprie luci, illuminando i locali della galleria e della platea – nonché gli spazi del bar e del foyer a sostegno di tutti i “lavoratori dello spettacolo.

Il motivo della kermesse, era scritto su dei cartelloni ad hoc – istallati dinanzi al teatro – consisteva nel “tenere alta l’attenzione su uno dei settori maggiormente colpiti dai provvedimenti governativi, di sospensione delle attività – come misura di contrasto all’emergenza Covid-19”. Inoltre, recitava l’affiche: “Tutti gli artisti, le maestranze, il pubblico dei nostri teatri sono invitati a condividere con noi questa iniziativa; a diffonderla sui social e ovunque possibile. Per sostenere la cultura, per sostenere tutto il settore e la sua ripartenza in tutta sicurezza”.

Il flash mob ha coinvolto ben 650 strutture italiane – con kermesse diverse di sito in sito. A Roma ci sono state le performance di attori quali Fabrizio Gifuni, Paolo Calabresi, Sabrina Impacciatore, Fabrizia Sacchi. A S. Severino è intervenuta – con delle dichiarazioni – la già citata Clotilde Grisolia, insieme al responsabile del teatro cittadino Michele Stornaiuolo, figlio del compianto Fabio.  Michele ha assunto la direzione della struttura e – attualmente – è alle “dipendenze” della celebre famiglia di imprenditori teatrali Caccavale – di Napoli. La famiglia Caccavale, già proprietaria dell’Augusteo, del Politeama, del multisala di Anacapri e dell’auditorium di Caivano, è al timone del comunale sanseverinese dal 2018.

Tornando a noi, alla soirée “con le luci” – sul e con il teatro – sono intervenuti (oltre alla Grisolia e a Stornaiuolo) la cantautrice di Fisciano Valentina Iannone (che ha recitato un monologo sul  lockdown, “un limbo” o “un tunnel”, che però non hanno potuto fermare la sua voce); l’attore di origini sanseverinesi Giorgio Adamo; alcuni giovani (e adulti) esponenti delle scuole di teatro sopra); altri responsabili del mondo dell’arte – sanseverinesi e non. Tra questi, la danzatrice Rossella Losco – che presiede la scuola di danza “Free Dances New”.

Tanta partecipazione, per una vera e propria “festa”. Per celebrare questo “maledetto” mondo della drammaturgia (e/o drammatizzazione) che relaziona gli uomini e le donne tra loro; magari tra il sudore e l’adrenalina del palcoscenico o dietro le quinte – dove lavorano, con immutata passione, tanti e tanti “sconosciuti” innamorati del proprio mestiere.

Quindi, ecco le hit della Iannone; le testimonianze di tutti gli ospiti che hanno partecipato alla serata e che hanno condiviso tempo e riflessioni sull’arte scenica – la più antica e “congeniale” all’umanità; sin dal passato.

Ognuno con un proprio “messaggio”, espresso contestualmente durante la kermesse – tra recital, poesie ed happening. In tutta compostezza e dignità, rifuggendo da polemiche e violenze umorali e da proteste “sterili”. Le emozioni che scaturiscono dal teatro dovranno “smuovere gli animi e le coscienze di tutti”. Perché “di arte si vive”, parole di Grisolia e di Stornaiuolo. I “lavoratori dello spettacolo” sono “sempre stati pronti” – afferma, in particolare, Michele Stornaiuolo – ad aprire e a offrire momenti di svago e di riflessione al pubblico. La serata è stata voluta per sostenere questa categoria di professionisti mortificata dalla situazione pandemica mondiale.

 Secondo quanto affermano gli esperti del Comitato tecnico scientifico, per scongiurare ulteriori contagi, sarà possibile occupare – riguardo alle sale cine-teatrali – soltanto il 25% dei posti a sedere: la capienza massima consterebbe di 200 posti negli edifici e di 400 negli spazi aperti.

La data del 27 marzo  è simbolica e piena di speranza,  poichè ricorre la giornata mondiale del Teatro – istituita  nel “lontano” 1962.

Anna Maria Noia

Nella foto di copertina il Cineteatro Comunale di Mercatino S.Severino (SA)
Tutte le foto nell’articolo sono di Anna Maria Noia

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