15 Marzo 2021: Giornata Nazionale dei disturbi alimentari

Il 15 marzo è diventata una data simbolo con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo i D.C.A, i disturbi del comportamento alimentare

“Abbi cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere”.

Di Raffaella Grimaldi

Perdere un figlio a causa di un male subdolo è atroce. Un male che si insinua nell’anima, nella mente, nel cuore. Un male difficile da sradicare e molto spesso difficile da riconoscere. Cure adeguate, diagnosi in tempi utili e amore incondizionato sono l’arma vincente per sconfiggere i cosiddetti disturbi alimentari, come Anoressia, Bulimia, Obesità, Binge eating.

Per ricordare Giulia, scomparsa a soli 17 anni per bulimia, che nasce la Giornata Nazionale dei disturbi alimentari. Grazie a suo padre, Stefano Tavilla e all’Associazione “Mi Nutro di Vita”, che il 15 marzo, giorno della sua scomparsa, è stata indetta La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla o Giornata Nazionale dei disturbi alimentari.

Il 15 marzo è diventata una data simbolo con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo i   D.C.A, i disturbi del comportamento alimentare. Soffrire di uno di tali disturbi significa andare incontro ad un alterato consumo o assorbimento di cibo con conseguenti danni significativi per la salute fisica e psicosociale. I disturbi del comportamento alimentare influiscono gravemente oltre che sulla salute fisica, nella sfera relazionale, lavorativa e sociale, provocando una sofferenza fisica e psichica acuta. Nei casi più gravi, se non si interviene con le cure necessarie in tempo, possono sopraggiungere situazioni irreversibili che portano alla morte.

Questi alcuni dei principali motivi per cui è di estrema importanza diffondere una corretta conoscenza del problema e sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di una pronta diagnosi e della creazione di una rete di sostengo del paziente.   

In Italia sono quasi 3 milioni le persone che soffrono di un disturbo alimentare: si stima che il 95,9% siano donne, mentre il restante 4,1% da uomini. Donne e adolescenti le categorie più a rischio.

La difficoltà nella lotta contro i disturbi alimentari sta nel riconoscerli e nel comprendere a pieno l’entità e le conseguenze di tali malattie. Una piccola percentuale di pazienti può contare su una rete di sostegno familiare e/o sociale e una piccola percentuale di essi chiede effettivamente aiuto.

Gli obiettivi della giornata del 15 marzo sono molteplici. Innanzitutto è fondamentale combattere informazioni distorte e pregiudizi, sensibilizzando l’opinione pubblica ed educandola alla conoscenza di tali disturbi. Parallelamente bisogna accresce la consapevolezza a livello individuale e collettivo dell’incidenza dei DCA nella società a livello nazionale e mondiale. Infine, è indispensabile creare una rete di solidarietà per combattere il forte disagio relazionale, il senso di abbandono e l’omertà che si creano intorno ai disturbi del comportamento alimentare.

Bisogna diffidare da chi afferma di conoscere le cause dei DCA, in quanto esse sono molteplici e diverse da persona a persona. Tuttavia è possibile identificare determinati fattori di rischio, tra cui fattori genetici, psicologici e ambientali. A questi si uniscono i cosiddetti fattori precipitanti, ovvero eventi o situazioni che generano l’insorgenza del disturbo, come lutti, separazioni, aggressioni, bullismo. Tali fattori creano un circolo vizioso che porta la malattia ad autoalimentarsi e che devono essere smorzati con terapie specifiche in base al disturbo.

Fattori che si riscontrano di frequente sono la bassa autostima, le difficoltà interpersonali, l’essere insoddisfatti del proprio corpo, il perfezionismo, il voler seguire i canoni estetici imposti dai mass media, l’abuso di sostanze o alcolici. Collegati a questi ultimi fattori il ruolo dell’estetica nella società contemporanea ha un enorme peso. Mass media e mercificazione del corpo, specialmente di quello femminile, diffondono precisi standard estetici difficili da perseguire. Secondo studi e statistiche i soggetti più a rischio sono donne e adolescenti: le prime, perché influenzate da standard di bellezza femminile che prevedono magrezza e “perfezione”; i secondi, in quanto, essendo in una fase di crescita e scoperta dell’io sono più facilmente influenzabili e, perché presi dalla frenesia di essere accettati dalla società si omologano ad essa. Il consumismo della società occidentale dunque è uno dei fattori che contribuiscono alla diffusione dei DCA. Non c’è da meravigliarsi se nei paesi sottosviluppati tali disturbi sono quasi inesistenti.

Per avere un quadro completo, però, è necessario considerare tutti i fattori, non solo quelli socio- culturali. Da non tralasciare, dunque, il ruolo dei fattori genetici, ormonali e neurobiologici. Ad esempio, uno di questi è il ruolo degli ormoni sessuali nella regolazione della serotonina in relazione allo stress. Studi rivelano, infatti, una risposta ormonale differente nel sesso femminile che porta ad un’alterazione del comportamento alimentare, non solo negli esseri umani, ma anche negli animali.

Ecco alcune iniziative organizzate quest’anno in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla: da lunedì 15 marzo a sabato 20 marzo la Pollicino onlus offrirà una settimana di colloqui psicologi gratuiti a Milano e a Roma; l’Associazione Culturale il Melograno di Serracapriola distribuirà rose bianche; Villa Reale di Monza si colora di lilla la notte del 15 marzo in occasione della giornata nazionale del «Fiocchetto Lilla». In passato nel 2017, per la VI edizione della Giornata dedicata ai disturbi alimentari, sono stati distribuiti fiocchetti lilla in Parlamento, per la presentazione della proposta di legge “D’Ottavio-Pastorino”. Essenzialmente la proposta consiste nell’ identificare il 15 marzo come una data nazionale e si chiede al Ministero della Salute che diventi l’organo competente per il coordinamento della Giornata del Fiocchetto Lilla, in collaborazione con le regioni e gli enti locali.

Raffaella Grimaldi

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