Cultura mafiosa nell’antimafia
Il film Tv “Il giudice meschino” non fa chiarezza sull’antimafia, anzi sottolinea che la cultura ‘mafiosa’ è interna allo Stato , lo fagocita e lo trasforma, a suo uso e consumo.
Il film Tv “Il giudice meschino” non fa chiarezza sull’antimafia, anzi sottolinea che la cultura ‘mafiosa’ è interna allo Stato , lo fagocita e lo trasforma, a suo uso e consumo.
Una leggenda, che si perde nella notte dei tempi, vuole che la statua della Vergine dei Dolori di Spiano sia la stessa di Lombardi. Un piccolo giallo, nel quale – è risaputo – la statua, prestata tra loro dagli abitanti delle due zone, pare non volesse poi più muoversi, parliamo della processione ovviamente, nel “ritornare” verso la località di origine.
L’autore proietta se stesso nel suo personaggio, il quale è caratterizzato da una inestinguibile sete di conoscenza, che prevale su tutto il resto.
Il Belvedere del Parco Storico di Villa Duchessa di Galliera è una scenografia romantica ideata da Giuseppe Rovelli per la Duchessa di Galliera, con cascate, grotte, il Castello del Belvedere e la Coffee House.
Un webinar gratuito per conoscere i primi rudimenti dell’analisi sensoriale del tartufo nero.
I piccoli produttori di Castel del Giudice, “il borgo delle mele”, immerso in un paesaggio di boschi e montagne del Molise, si sono adoperati, in previsione delle prossime festività pasquali, con spedizioni personalizzate di prodotti di nicchia caratterizzati da un’agricoltura biologica
La notte non dormivamo, tra le coliche e dolori per i dentini della piccola, e mi dedicavo totalmente alla famiglia e alla casa, tutte queste privazioni e l’ambiente soffocante del paese hanno iniziato a starmi stretto
Al di là dei problemi di oggi, che cosa vogliamo essere fra venti anni? Per quale prospettiva dobbiamo impegnare i lavoratori della cultura?
Il trattamento dei dati sanitari, nel periodo di emergenza epidemiologica che stiamo affrontando, ha sollevato innumerevoli interrogativi soprattutto con riferimento all’ambito lavorativo
Parco a tema di ispirazione romantica, progettato dall’architetto Michele Canzio, scenografo del Teatro “Carlo Felice” di Genova e dal marchese Ignazio Alessandro Pallavicini, padrone di casa, mecenate, Senatore a vita. L’opera, terminata nel 1846, fu donata dalla vedova dell”ultimo discendente di quella famiglia, nel 1928 al Comune di Genova.